Montaldo alla Festa del Cinema di Roma

Il programma della dodicesima Festa del Cinema di Roma (26 ottobre/5 novembre 2017), propone al pubblico quattro film, in versione restaurata, che hanno fatto la storia del nostro cinema: dallo straordinario connubio tra ricostruzione storica e narrazione operato da Giuliano Montaldo in Sacco e Vanzetti alle nevrosi dell’uomo borghese e tecnologico espresse da Marco Ferreri in Dillinger è morto; dall’inarrivabile comicità verbale e fisica di Totò in Miseria e nobiltà di Mario Mattoli all’irresistibile mix di umorismo e malinconia di Carlo Verdone in Borotalco. – Giuliano Montaldo insieme a sua moglie Vera Pescarolo.
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Il film di Giuliano Montaldo, storico direttore artistico di Le vie del cinema, è stato restaurato grazie al contributo del Comune di Narni.Sacco e Vanzetti” è uno dei pochi film italiani che narra la storia personale di due emigrati italiani, martiri della giustizia, in un paese lontano e diverso. E per questo la loro storia diventa storia universale. – Riccardo Cucciolla e Gian Maria Volontè nelle vesti di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.
– Segue una foto originale dei due emigranti italiani durante il processo e disegnati nel 1958 da Ben Shan, “Passion of Sacco and Vanzetti. 
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Alberto Crespi in “CSC”

Alberto Crespi il direttore artistico di “Narni. Le Vie del Cinema”, è stato nominato responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione della “Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia”, profilo mai prima d’ora esistito. La nomina è avvenuta a seguito di valutazione tra diverse candidature pervenute sulla base di un bando pubblico di selezione. L’interesse del CSC era quello di assumere un professionista o pubblicista di elevate e riconosciute qualità giornalistiche, con una reale, consolidata e ampiamente documentata esperienza di scrittura in ambito cinematografico e, più in generale, culturale, e con una rete di relazioni personali e professionali tali da permettergli di poter facilmente interloquire con le più prestigiose personalità del cinema italiano e internazionale.Un professionalità capace di gestire, per conto del CSC, la comunicazione e le relazioni col mondo del giornalismo, della cronaca e della critica cinematografica e audiovisiva, anche in riferimento alla genesi e storia dei film restaurati (tanto per fare un esempio) dalla Cineteca Nazionale. Una persona in possesso di un curriculum vitae autorevole e appropriato al prestigio e ai compiti del CSC, che gestisce due importanti realtà quali la Scuola Nazionale di Cinema e la Cineteca Nazionale.

-Sotto Alberto Crespi durante l’edizione 2011 in omaggio a Mario Monicelli e nel 2017 mentre presenta i seminari “Lezioni di storia & Cinema” a Narni in collaborazione con “Editori Laterza”. 
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Il Centro sperimentale di cinematografia (CSC) è la più antica scuola italiana di insegnamento, ricerca e sperimentazione nel campo della cinematografia, che opera attraverso due principali settori: la Scuola nazionale di cinema e la Cineteca Nazionale. La Scuola Nazionale di Cinema, ha l’obiettivo di scoprire e formare nuovi talenti. Da ottant’anni intere generazioni di cineasti e i più illustri rappresentati del nostro cinema sono passati per le sue aule e i suoi teatri di posa. La Scuola Nazionale di Cinema è dedicata all’insegnamento delle professioni del cinema: Costume, Fotografia, Montaggio, Produzione, Recitazione, Regia, Sceneggiatura, Scenografia, Suono. Nelle sedi regionali è possibile seguire in Abruzzo il corso di Reportage audiovisivo, in Piemonte il corso di Animazione, in Lombardia il corso di Cinema d’impresa e Pubblicità e in Sicilia il corso di Documentario. La Cineteca Nazionale è uno dei più importanti archivi cinematografici europei, ricco di oltre 120.000 pellicole, compreso il patrimonio dell’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa di Ivrea. Alla conservazione di questo prezioso patrimonio, la Cineteca Nazionale affianca un’intensa attività di diffusione culturale, con una propria programmazione presso il Cinema Trevi di Roma e mettendo a disposizione di manifestazioni nazionali ed internazionali prive di finalità commerciali parte del patrimonio conservato. La Cineteca Nazionale è impegnata nel restauro del cinema italiano: ogni anno vengono restaurati e riproposti sia grandi capolavori sia opere “minori”, nel rispetto della complessa articolazione della nostra cinematografia.

– La prestigiosa sede romana del “CSC, a due passi da Cinecittà, in via Tuscolana, progettata dal grande architetto e scenografo Antonio Valente. (1984-1975).
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Ricordando Gastone Moschin

Gastone Moschin, l’ultimo degli Amici miei, aveva scelto Narni come sua città di adozione, dove risiedeva da circa 30 anni. Aveva iniziato la sua carriera nel teatro negli anni Cinquanta, per arrivare poi al cinema, soprattutto nel genere della commedia all’italiana, che decreterà la sua fortuna d’attore. Ha lavorato con i registi Nanni Loy, Luigi Zampa, Mario Monicelli, Damiano Damiani, Antonio Pietrangeli e tanti altri.
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Con le commedie raggiunge rapidamente il pubblico, mentre il plauso della critica arriva con due ruoli drammatici che gli vengono affidati nel 1966: Florestano Vancini lo vuole per Le stagioni del nostro amore mentre Pietro Germi lo chiama per Signore & signori, straordinario affresco delle ipocrisi della provincia italiana che vale a Moschin un Nastro d’argento come migliore attore non protagonista, conquistato con il ruolo di un marito frustrato da una moglie soffocante, che perde la testa per la fascinosa cassiera Virna Lisi. Il film, in versione restaurata, lo abbiamo visto sul grande schermo di Le vie del cinema nel 1998.
Spalla o prim’attore, negli anni successivi Moschin dimostra una grane poliedricità nel passaggio da un genere all’altro, fino ad arrivare al 1975, l’anno d’oro in cui esce al cinema Amici miei con la regia di Mario Monicelli. Moschin è l’architetto Rambaldo Melandri, compare di zingarate di Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi e Duilio Del Prete. Sarà uno dei film più popolari della storia del cinema italiano, cult assoluto, che verrà replicato una prima volta nel 1982 e poi nel 1985. (In alto Gastone Moschin con Virna Lisi nel film  Signore & signori del 1966, sotto in una scena di Milano calibro 9 di Fernando di Leo, 1972)
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Oltre che per il cinema, in cui lavorerà fino al 2010, Gastone Moschin ha lavorato anche per la televisione, in alcuni sceneggiati di Sandro Bolchi, seguitissimi in tv, come Il mulino del Po (1963) e I miserabili (1964) in cui ha interpretato Jean Valjean.

1917: tra storia e cinema

Da questa XXIII edizione, “Le Vie del cinema”, allargherà il programma, coinvolgendo anche il centro storico di Narni. Il progetto è quello di realizzare un festival che coniughi cinema e storia. Ogni pomeriggio, nei locali del complesso monumentale San Domenico, sarà possibile assistere ad una ‘’lezione di storia’’ con l’ausilio di spezzoni di film significativi. Interverranno personaggi come Gianni Cipriani saggista, Nicola Labanca dell’Università di Siena, Daniele Fiorentino dell’Università di Roma3, Andrea Nicolotti dell’Università di Torino,  Marco Mondini dell’Università di Padova, Maria Ferretti dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, si alterneranno dal 3 all’8 luglio nelle giornate di Narni  dedicate al tema: Cinema e Storia 1917. L’anno della Rivoluzione. Ideate da Alberto Crespi ed Angelo D’Orsi, autore appunto dell’opera da cui prende il titolo la manifestazione, le lezioni affronteranno alcuni degli avvenimenti di quell’anno di cui decorre il centenario.  Immagini e scene tratte da film come “Ottobre” di Eisenstein”,  “La grande guerra” di Monicelli, “I giorni del cielo”di Terrence Malick e “Mata Hari”, interpretata da una indimenticabile Greta Garbo, renderanno uniche queste lezioni. Studenti, studiosi e appassionati potranno così approfondire  un tema sul quale cinema e storia si illumineranno e si spiegheranno a vicenda. Di seguito il programma dettagliato da scaricare.

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