50 anni di “Il gatto a nove code”

Dopo L’uccello dalle piume di cristallo e prima di Quattro mosche di velluto grigio, Il gatto a nove code compone la cosiddetta “trilogia degli animali” che apre la carriera di Dario Argento, maestro indiscusso del thriller e dell’horror non solo a livello italiano, ma riconosciuto in tutto il mondo.

Il film è uscito nelle sale nel 1971 e la versione restaurata è stata proiettata durante l’edizione 2007 di Le vie del cinema, alla presenza del regista.

Miracolo a Milano ha 70 anni

Il film di Vittorio De Sica, simbolo del neorealismo italiano, è uscito nelle sale nel 1951.

E’ nato dall’ azzardo del regista di raccontare l’Italia della ricostruzione in tutta la sua durezza, attraverso un filtro allegro e spensierato. De Sica realizza la trasposizione sul grande schermo del romanzo per ragazzi di Cesare Zavattini, Totò il buono, pubblicato nel 1943.


Miracolo a Milano è stato proiettato a Le vie del cinema durante la prima edizione nel 1995, in una versione non ancora restaurata. In quell’anno fu intitolata al grande regista una piazza di Narni Scalo.

La locandina della prima edizione del 1995

Cinema e… scuola

Giriamo le nostre domande sul cinema a Pietro Ciavattini, filmaker, regista e insegnante. Leggiamo le sue risposte sul rapporto tra cinema e scuola.

Quali sono i 3 film del passato che, secondo te, rappresentano al meglio il rapporto tra cinema e Scuola?

Ho scelto questi tre film, molto diversi tra loro per linguaggio e costruzione narrativa, perché raccontano un tema a me caro, quello della scuola.

Diario di un Maestro, Vittorio De Seta, 1973;

La Scuola, Daniele Luchetti, 1995.

Paz, Renato De Maria, 2002.

Perché questi film sono i più rappresentativi nel tema scuola? Cosa li rende speciali rispetto ad altri film che trattano lo stesso argomento?

Ho selezionato questi film perché rappresentano un tentativo, a mio avviso molto riuscito, di raccontare il mondo della scuola senza preconcetti e condizionamenti.

I loro autori si pongono delle domande ma non forniscono mai le risposte. Lasciano questo compito allo spettatore che a volte vacilla, a volte ha paura, altre invece si commuove o viene avvolto dalla nostalgia di un passato perduto.

Raccontano inoltre i personaggi con la curiosità di chi vede le cose per la prima volta, con la serietà di un bambino che gioca a fare l’adulto e con la spregiudicatezza della sperimentazione.

Altro da aggiungere sui film scelti? 

Il primo della lista, Diario di un Maestro, è il film più complesso dei tre, anche e soprattutto da un punto di vista formale e stilistico. Non è un film di finzione ma neanche un film documentario. Non è un film d’inchiesta né tanto meno una serie televisiva, anche se venne pensato e scritto per essere trasmesso a puntate sulla prima rete RAI. E’ qualcosa che non esiste. Ma chi se ne importa.

Cara Emi, ti salutiamo

E’ morta Emi De Sica, la prima figlia di Vittorio De Sica, ospite di Le vie del cinema nell’edizione 2014 in occasione della proiezione del film La ciociara.

Emi De Sica a Narni. Le vie del cinema 2014

In quell’anno, a 40 anni dalla morte del padre, la casa editrice Editori Laterza e il Comune di Narni, hanno rieditato il volume Lettere dal set, ormai introvabile.

Nella nuova edizione dal titolo Cara Emi, sono le 5 del mattino… sono trascritte le lettere che De Sica scrisse alla figlia Emi dai set dei film: La ciociara, Ieri oggi e domani, Matrimonio all’italiana e I girasoli.
E’ un racconto, ironico commovente e qua e là spassoso, del “dietro le quinte” di quattro film molto importanti e molto amati.

Il libro contiene inoltre la riproduzione di alcune lettere autografe, scritte da Vittorio De Sica rigorosamente a mano, e alcune foto inedite di proprietà della famiglia De Sica.