Cinema e… cibo

Per la rubrica Cinema e… parliamo dell’importanza del CIBO nei film. Risponde alle nostre domande Filippo Costantini, della Sagra del Cinema.

Quali sono 3 film che, secondo te, rappresentano al meglio il rapporto tra cinema e CIBO?

I soliti ignoti, Mario Monicelli, 1958

La ricotta, Pier Paolo Pasolini, 1964

Miseria e nobiltà, Mario Mattoli, 1954

Perché questi film sono i più rappresentativi nel tema CIBO? Cosa li rende speciali rispetto ad altri film sullo stesso tema?

In questi 3 film, ancor più che in altri, il cibo è il motore delle vicende: l’atto del “mangiare” (o del non poterlo fare) guida e influenza le decisioni e le azioni dei protagonisti.

Vediamo diversi tipologie di persone che vivono e convivono con la fame, si ingegnano o lavorano per mangiare (arricchirsi); di fronte al cibo non sanno resistere, non possono che mangiare, non riescono a regolarsi.

Per il cibo vengono messi a repentaglio i progetti iniziali e c’è anche chi ci rimette la vita.

Altro da aggiungere sui film scelti? 

Non saprei cosa aggiungere, né scegliere un momento preferito, consiglio solo di vedere e rivedere tutti e tre, perché rappresentano una parte della storia del cinema e uno spaccato di realtà, sicuramente diversa dalla nostra, ma non così lontana nel tempo.

Cinema e… fumetto

Inauguriamo la rubrica del 2021 con la testimonianza di Gabriele Acciacca, appassionato di fumetto.

Un film che, secondo te, rappresenta al meglio il rapporto tra cinema e FUMETTO?

Un film italiano che rappresenta meglio il rapporto tra film e fumetto secondo me è IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO di Sergio Leone (1966).

Perché questo film è il più rappresentativo nel tema FUMETTO? Cosa lo rende speciale rispetto ad altri film rivolti allo stesso tipo di pubblico?

Il film che ho citato è il più rappresentativo del filone spaghetti western: un filone che aveva rivoluzionato il genere western ma che ormai, negli anni ’60, era in inesorabile declino, sia per le tematiche raccontate, che per i nuovi metodi di regia.

La regia de IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO era molto vicina allo stile del fumetto, ad esempio l’uso dei primi piani per esplorare le emozioni dei personaggi o le panoramiche per introdurre il paesaggio dove si sarebbe svolta la vicenda.

Altro da aggiungere sul film scelto? 

La scena migliore del film è, senza dubbio, quella del triello, verso la fine del film: una scena magistrale dal punto di vista registico, poiché parte con inquadrature da lontano, per poi effettuare stacchi sempre più veloci e sempre più in primi piani. Il tutto condito dalle musiche di Ennio Morricone che creano un mix potente in grado di creare una tensione crescente.

Cinema e… bambini e bambine

Questa volta la scena passa a Bobbina, cioè la nostra collaboratrice Roberta Rossi.

A lei abbiamo rivolto domande sul rapporto tra cinema e BAMBINI e BAMBINE.

Quali pensi siano i 3 film che rappresentano meglio il mondo dei BAMBINI e delle BAMBINE?

Inside out,  Pete Docter e Ronnie del Carmen, 2015

Wall-e, Andrew Stanton, 2008 

Ribelle – The Brave,  Mark Andrews e Brenda Chapman, 2012

Perché questi film sono i più vicini ai BAMBINI e alle BAMBINE? Cosa li rende speciali rispetto ad altri film rivolti allo stesso tipo di pubblico?

Per i temi che vengono affrontati e per come vengono trattati:

Inside out è un capolavoro adatto a tutte le fasce d’età, perché ha più possibili piani di lettura. Un film sulla gestione delle emozioni, originale, divertente e molto educativo;

WALL-E è un film senza parole, che stimola riflessioni sull’ amicizia, sull’importanza di tutelare l’ambiente e sul coraggio, anche in bambin* molto piccol*.

Ribelle parla di stereotipi di genere, e nel film una principessa rivoluzionaria cerca di trovare la sua strada attraverso vari stravolgimenti coraggiosi alla ricerca della felicità.

Altro da aggiungere sui film scelti? 

Posso solo aggiungere che sono film che tutti dovrebbero vedere perché hanno un impatto emotivo e riflessivo molto forte.

Cinema e… medioevo

Per la seconda intervista della serie affrontiamo il tema Cinema e MEDIOEVO

Oggi è il turno della nostra amica Patrizia Nannini, responsabile coreografie della Corsa all’Anello di Narni, pronta a rispondere alle nostre domande.

Quali sono i 3 film italiani del passato che, secondo te, affrontano al meglio il rapporto tra cinema e MEDIOEVO?

Il nome della Rosa, Jean-Jacques Annaud, 1986

L’Armata Brancaleone, Mario Monicelli, 1966

Il mestiere delle Armi, Ermanno Olmi, 2001

Perché questi film sono i più rappresentativi nel tema MEDIOEVO? Cosa li rende speciali rispetto ad altri film che rappresentano lo stesso argomento?

Pur essendo molto differenti l’uno dall’altro, questi film rendono al meglio l’ambientazione medievale, di loro apprezzo soprattutto la veridicità storica e l’attinenza alla realtà del periodo.

Inoltre è notevole anche la capacità di interpretazione dell’umanità medievale, che in questi film ricalca perfettamente l’aspetto psicologico del periodo.

Altro da aggiungere sui film scelti? 

La mia scena preferita è la scoperta della biblioteca de Il nome della Rosa, una scena epica, metafora e simbolo del potere esercitato dalla cultura sull’uomo che “ignora”. La adoro perché il concetto è valido in tutte le epoche e tutt’ora attuale.