Cinema e… fumetto

Inauguriamo la rubrica del 2021 con la testimonianza di Gabriele Acciacca, appassionato di fumetto.

Un film che, secondo te, rappresenta al meglio il rapporto tra cinema e FUMETTO?

Un film italiano che rappresenta meglio il rapporto tra film e fumetto secondo me è IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO di Sergio Leone (1966).

Perché questo film è il più rappresentativo nel tema FUMETTO? Cosa lo rende speciale rispetto ad altri film rivolti allo stesso tipo di pubblico?

Il film che ho citato è il più rappresentativo del filone spaghetti western: un filone che aveva rivoluzionato il genere western ma che ormai, negli anni ’60, era in inesorabile declino, sia per le tematiche raccontate, che per i nuovi metodi di regia.

La regia de IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO era molto vicina allo stile del fumetto, ad esempio l’uso dei primi piani per esplorare le emozioni dei personaggi o le panoramiche per introdurre il paesaggio dove si sarebbe svolta la vicenda.

Altro da aggiungere sul film scelto? 

La scena migliore del film è, senza dubbio, quella del triello, verso la fine del film: una scena magistrale dal punto di vista registico, poiché parte con inquadrature da lontano, per poi effettuare stacchi sempre più veloci e sempre più in primi piani. Il tutto condito dalle musiche di Ennio Morricone che creano un mix potente in grado di creare una tensione crescente.

Cinema e… bambini e bambine

Questa volta la scena passa a Bobbina, cioè la nostra collaboratrice Roberta Rossi.

A lei abbiamo rivolto domande sul rapporto tra cinema e BAMBINI e BAMBINE.

Quali pensi siano i 3 film che rappresentano meglio il mondo dei BAMBINI e delle BAMBINE?

Inside out,  Pete Docter e Ronnie del Carmen, 2015

Wall-e, Andrew Stanton, 2008 

Ribelle – The Brave,  Mark Andrews e Brenda Chapman, 2012

Perché questi film sono i più vicini ai BAMBINI e alle BAMBINE? Cosa li rende speciali rispetto ad altri film rivolti allo stesso tipo di pubblico?

Per i temi che vengono affrontati e per come vengono trattati:

Inside out è un capolavoro adatto a tutte le fasce d’età, perché ha più possibili piani di lettura. Un film sulla gestione delle emozioni, originale, divertente e molto educativo;

WALL-E è un film senza parole, che stimola riflessioni sull’ amicizia, sull’importanza di tutelare l’ambiente e sul coraggio, anche in bambin* molto piccol*.

Ribelle parla di stereotipi di genere, e nel film una principessa rivoluzionaria cerca di trovare la sua strada attraverso vari stravolgimenti coraggiosi alla ricerca della felicità.

Altro da aggiungere sui film scelti? 

Posso solo aggiungere che sono film che tutti dovrebbero vedere perché hanno un impatto emotivo e riflessivo molto forte.

Cinema e… medioevo

Per la seconda intervista della serie affrontiamo il tema Cinema e MEDIOEVO

Oggi è il turno della nostra amica Patrizia Nannini, responsabile coreografie della Corsa all’Anello di Narni, pronta a rispondere alle nostre domande.

Quali sono i 3 film italiani del passato che, secondo te, affrontano al meglio il rapporto tra cinema e MEDIOEVO?

Il nome della Rosa, Jean-Jacques Annaud, 1986

L’Armata Brancaleone, Mario Monicelli, 1966

Il mestiere delle Armi, Ermanno Olmi, 2001

Perché questi film sono i più rappresentativi nel tema MEDIOEVO? Cosa li rende speciali rispetto ad altri film che rappresentano lo stesso argomento?

Pur essendo molto differenti l’uno dall’altro, questi film rendono al meglio l’ambientazione medievale, di loro apprezzo soprattutto la veridicità storica e l’attinenza alla realtà del periodo.

Inoltre è notevole anche la capacità di interpretazione dell’umanità medievale, che in questi film ricalca perfettamente l’aspetto psicologico del periodo.

Altro da aggiungere sui film scelti? 

La mia scena preferita è la scoperta della biblioteca de Il nome della Rosa, una scena epica, metafora e simbolo del potere esercitato dalla cultura sull’uomo che “ignora”. La adoro perché il concetto è valido in tutte le epoche e tutt’ora attuale.

Cinema e… arte

Al via una nuova rubrica per Le vie del Cinema.

Abbiamo chiesto ai nostri più affezionati collaboratori e amici e alle nostre più affezionate collaboratrici e amiche di raccontarci il rapporto del cinema con i temi a loro maggiormente cari.
Questa settimana abbiamo raccolto la testimonianza di Lorenzo Rubini, Art Advisor.

Quali sono i 3 film italiani del passato che, secondo te, rappresentano al meglio il rapporto tra cinema e ARTE?
La Ricotta, Pier Paolo Pasolini, 1964
Le vacanze intelligenti, Alberto Sordi, 1978
L’ ultimo imperatore, Bernardo Bertolucci, 1987

Perché questi film sono i più rappresentativi nel tema ARTE? Cosa li rende speciali rispetto ad altri film che rappresentano lo stesso argomento?
Cinema e Arte sono da sempre legati e molti sono i registi i quali si sono ispirati, in modo più o meno diretto, ad una figurazione prettamente legata al piano concettuale dell’Opera d’arte.
I tre film citati, il primo è in realtà un cortometraggio, sono tra quelli che a mio parere intrecciano in modo migliore le pratiche e la percezione dei due mondi. Si pongono inoltre perfettamente all’interno di un percorso che parte direttamente dalle opere pittoriche Rinascimentali fino ad arrivare all’Arte concettuale degli anni ’60 e che arriverà a sua volta ad ispirare numerosi artisti contemporanei.

Altro da aggiungere sui film scelti? 
In La Ricotta Pasolini rende viva e contemporanea l’icona pittorica del ‘400 legata alla Crocifissione in modo così sbalorditivo da potersi sicuramente inserire come anello di congiunzione tra gli artisti del passato e quelli contemporanei, prima tra tutti la fotografia di David LaChapelle.
In Le vacanze intelligenti di Sordi (lungometraggio molto conosciuto tra gli addetti ai lavori nel campo dell’Arte Contemporanea) la critica alla svolta estremamente concettuale che aveva preso il contemporaneo in quegli anni è resa in modo comico e allo stesso tempo drammatico. La critica è rivolta non solo all’opera d’arte in sé ma a tutto quel mondo di competenti del ramo che tendevano e tendono ancora oggi a considerarsi una élite.
L’ultimo imperatore è a mio parere legato al mondo dell’arte in modo molto più pratico. Tutto il lavoro certosino che si cela dietro alla preparazione dei costumi, delle scenografie, alla recitazione è estremamente preciso e attento in modo incredibile ai particolari.