Cinema e… teatro

La parola ad Amedeo Carlo Capitanelli, formatore e performer della compagnia Occhisulmondo, che ci parlerà del legame tra Cinema e Teatro.

Quali sono i 3 film che, secondo te, rappresentano al meglio il rapporto tra cinema e Teatro?

Le risposte che darò sono puramente soggettive e discutibili, dato che rispecchiano il mio gusto e la mia visione personale di teatro.

8 e ½, Federico Fellini, 1963

Dogville, Lars Von Trier, 2003 

The Tree of Life, Terrence Malick, 2011

Perché questi film sono i più rappresentativi del mondo del teatro? Cosa li rende speciali rispetto ad altri film che rappresentano lo stesso argomento?

In questi film che porto ad esempio non è tanto la tematica in sé, ma il linguaggio simbolico, i non-luoghi rievocati e la potenza del messaggio che trascende il naturalismo, accedendo ad un realismo che pone la coscienza di chi vede di fronte ad un interrogativo e ad un’indagine.

Altro da aggiungere sul/sui film scelti?

Pensando a 8 e ½ di Fellini, vorrei aggiungere che probabilmente questo che per me è il suo capolavoro più grande, è nato da un confronto e da un’analisi della sua Psiche, grazie allo psicoanalista Junghiano Ernst Bernhard.

Alberto Crespi presenta la XXIV

Torna la selezione dei film restaurati. Come ogni anno, anche quest’edizione proporrà una ricca selezione di film di recente recupero proiettati ogni sera sotto le stelle, a partire dalle 21.00, sul grande schermo allestito nel Parco pubblico Bruno Donatelli di Narni Scalo e presentati da ospiti illustri. (Scarica il programma).
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Il filo rosso che lega le proposte di questa 24.ma edizione di Narni. Le vie del cinema è di fortissima attualità: come è nata, in Italia, la contrapposizione fra destra e sinistra che ha contraddistinto tutta la storia e la politica del dopoguerra? Ha ancora senso, oggi, questa distinzione? Sentiamo Alberto Crespi in una intervista presentazione. (Riprese di Patrizia Santangeli).

 

Montaldo: siamo alla XXIV edizione

Giuliano Montaldo dedica un breve messaggio alla manifestazione “Narni, le vie del Cinema”, ricordando che è nata nel 1995 con l’intitolazione di 17 vie e piazze di Narni Scalo ai protagonisti e alle protagoniste del cinema italiano dal dopoguerra. In quell’occasione il Comune di Narni, organizzatore della rassegna, lanciò un appello a tutti i comuni d’Italia perché si assumessero l’onere e l’obbligo morale di contribuire alla conservazione e al restauro delle opere d’arte del XX secolo, quali sono i film. Montaldo, ci ricorda anche che solo così le attuali e le future generazioni potranno goderne, e la memoria collettiva di un paese potrà essere valorizzata. Il Comune di Narni, con il contributo del direttore storico Giuliano Montaldo e del direttore artistico Alberto Crespi, si è fatto interprete di questa necessità, trasformando “Le vie del Cinema” in “Rassegna del film restaurato”. Ogni anno vengono proiettati film salvati da un sicuro degrado. – Intervista e foto Patrizia Santangeli

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In ricordo di Bud Spencer

Giuliano Montaldo, nostro “direttore onorario”, diresse Bud Spencer nel 1969
in un film anti militarista “Gott mit uns” (in italiano Dio con noi, frase incisa in rilievo
sulle cinture dei soldati tedeschi).
Riportiamo il testo dell’articolo a cura di Fabio Ferzetti apparso su Il Messaggero
del 29 giugno, in cui Montaldo ricorda l’attore: “come uomo capace di grande generosità”
«Bud veniva dalla doppietta di Dio perdona … Io no! e I quattro dell’Ave Maria.
Due successi colossali che rendevano impensabile anche solo proporgli quel piccolo ruolo», ricorda il regista genovese. «Ma quando gli raccontai la storia, incredibile ma vera, di questi due soldati tedeschi che a guerra finita, detenuti in un campo di prigionia gestito dai canadesi, vengono processati e fucilati dai loro compatrioti per diserzione, trovò tutto così mostruoso che mi disse “io un film così lo faccio anche gratis”.
E così fu. Poche settimane dopo arrivò in Jugoslavia, vicino Belgrado, dove avevamo ricostruito il campo di prigionia, con il suo camper e il suo cuoco. Diventò l’idolo
della troupe anche perché non aveva mai niente da ridire, mai un capriccio da attore
e soprattutto cucinava pastasciutte magnifiche per tutti!. Conclude Montaldo:
«E sì – che il suo era un piccolo ruolo. Faceva un caporale canadese che sulle prime tenta di difendere questi due disertori stremati, gli attori erano Franco Nero e Larry Aubrey; ma poi viene calpestato dalla viltà degli ufficiali che temendo la rivolta fornirono addirittura le armi e il permesso di processare i due soldati ai tedeschi prigionieri.
Una storia pazzesca che ci aveva segnalato il giornalista Rai Andrea Barbato.
Non a caso il film poi subì un boicottaggio violentissimo in Canada. Ma quel gesto di Bud non l’ho mai dimenticato e ogni volta che ci incontravamo, anche se lui ormai era passato a fare un cinema lontano dal mio, ci abbracciavamo con affetto».

Gott-mit-uns-Dio-è-con-noi