Montaldo a Venezia con Tiro al piccione

Alla 76.ma edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre) verrà proiettata in anteprima mondiale la versione restaurata del film “Tiro al piccione” di Giuliano Montaldo, film d’esordio del regista
e co-direttore di “Narni, le vie del cinema”. Il film fu presentato sempre a Venezia nel 1961 e poco considerato da molta critica “ufficiale”. A 16 anni dalla fine della guerra gli spettatori, invece, lo apprezzarono per il  coraggio e l’anticonformista…
– Poster ufficiale Venezia 2019, a firma dello studio Mues Design di Londra.

“TIRO AL PICCIONE” È STATO RESTAURATO DA CSC CINETECA NAZIONALE
Il restauro digitale 4K del film Tiro al piccione è stato realizzato a cura di CSC-Cineteca Nazionale, a partire dai materiali conservati negli archivi della Cineteca Nazionale (lavanda, positivo colonna e due positivi) e dai negativi conservati presso Istituto Luce-Cinecittà.
Una giuria di studenti appassionati di cinema, presieduta dalla regista e sceneggiatrice Costanza Quatriglio, assegnerà il premio per il miglior film restaurato della sezione Premio Venezia Classici. Il Premio presenterà una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo. – Segue una galleria di Immagini del film di Giuliano Montaldo:

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Ciao Raffaele, “italiano brava gente”

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Nell’ultimo giorno di questo luglio caldissimo, è giunta la notizia della scomparsa di Raffaele Pisu.
Raffaele Pisu era, assieme a Riccardo Cucciolla e Andrea Checchi, il protagonista di “Italiani brava gente” (1964), il famoso film di Giuseppe De Santis sulla campagna di Russia, sui militari italiani che affiancarono i nazisti nella tragica invasione dell’Unione Sovietica. Suo figlio, Paolo Rossi Pisu, aveva deciso di rendere omaggio al padre ormai anziano finanziando – grazie al meccanismo dell’ArtBonus, che consente di avere sgravi fiscali sui fondi investiti in restauri di opere d’arte, quindi anche di film – il restauro di quel capolavoro. Con la sua società Genoma, aveva quindi sostenuto economicamente il Centro Sperimentale di cinematografia-Cineteca Nazionale nel restauro del film.poster-italiani“Italiani brava gente” era stato proiettato alla Festa del Cinema di Roma nell’ottobre del 2018, e lo scorso 26 luglio è stato presentato a “Le vie del cinema” di Narni – introdotto dalla conservatrice della Cineteca, Daniela Currò e dal conduttore di “Hollywood Party”, nonché ex critico del “Manifesto”, Roberto Silvestri – nell’ambito di un programma che ha messo in evidenza gli stretti rapporti fra il cinema italiano e la storia del nostro paese. Pisu, nel corso di una lunghissima carriera, ha interpretato quasi 50 film, quasi tutte commedie “leggere” ma spesso di qualità, come “Susanna tutta panna” (Steno, 1957) o “L’ombrellone” (Dino Risi, 1966). Dopo quasi 40 anni di assenza dal grande schermo si era riproposto con un bellissimo ruolo in “Le conseguenze dell’amore” (Paolo Sorrentino, 2004) per il quale era stato candidato al David di Donatello e aveva vinto il Nastro d’Argento; e in “Nobili bugie” (2017), diretto dal figlio, Antonio Pisu. Raffaele Pisu è stato soprattutto un importante personaggio televisivo. Ha condotto varietà popolarissimi come “L’amico del giaguaro”, “Senza rete”, “Come quando fuori piove”, “Vengo anch’io”, “La domenica è un’altra cosa”; ha creato l’amatissimo pupazzo Provolino (al quale davano voce prima Oreste Lionello, poi Franco Latini) che diede vita a una serie di fumetti e a un ricco merchandising; è stato conduttore di “Striscia la notizia”.

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Il Comune di Narni e i direttori artistici di “Le vie del cinema” Giuliano Montaldo e Alberto Crespi si stringono a Paolo Rossi Pisu e a tutta la famiglia di Raffaele Pisu in questo momento di dolore.

XXV anni di “Cinema & Storia” a Narni

Siamo alla venticinquesima edizione! É un traguardo davvero importante: sono 25 anni dedicati al Cinema, alla sua storia, ai suoi maestri e al restauro di capolavori italiani.Per l’occasione abbiamo stampato un opuscolo che racchiude la nostra storia con testi e immagini. Un racconto dedicato al pubblico che ci segue, e a tutti e tutte coloro che ne vorranno fare un uso di studio e di documentazione. La pubblicazione di 48 pagine è ricca di fotografie ed episodi. Si potrà chiedere all’ingresso del parco Bruno Donatelli a Narni Scalo, a partire dal 22 luglio, prima serata di “Narni, le vie del cinema”, oppure alla segreteria organizzativa della manifestazione, telefonando al numero 0744 747282. – Da oggi è anche disponibile online (Link per il download della pubblicazione completa in pdf)
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Il cinema “ricrea la vita in movimento, la esalta”. A 25 anni dalla sua nascita, “Le vie del cinema” tengono ancora viva la celebre espressione di Fellini, che intendeva il cinema come “modo di raccontare una storia”. Con la proiezione di film italiani (e non solo) restaurati, il Festival di Narni Scalo ha, infatti, cercato di raccontare l’Italia attraverso i film, creando un evento inedito che congiunge storia e cinema. Inoltre, dal 2013, nel Parco Bruno Donatelli, è presente un secondo schermo, dove vengono proiettati film d’animazione anch’essi restaurati. Così Narni si propone di “allevare il pubblico di domani” attraverso l’esperienza di visione collettiva, in cui i bambini possono diventare per la prima volta “pubblico” e condividere fra loro le proprie emozioni. É proprio questo il fulcro del Festival: riscoprire il rito e la magia della visione collettiva, in questo caso all’aperto e gratuita per un pubblico esigente. Seguono alcune pagine dell’opuscolo. (Link per il download della pubblicazione completa in pdf)

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22 > 27 luglio Cinema + Storia a Narni

Dal 1995 Le vie del cinema sono un viaggio nella storia dell’Italia attraverso i capolavori del cinema. Anche la XXV edizione, che si svolgerà dal 22 al 27 luglio 2019, terrà viva la memoria dell’arte cinematografica proponendo sei film restaurati che ripercorrono la storia d’Italia e d’Europa. É un percorso parallelo al progetto European History Moving che cerca di rafforzare il sentimento di appartenenza all’Europa attraverso l’arte e la cultura. Attraverso le loro opere restaurate, i registi che  daranno vita alla manifestazione di quest’anno saranno, in ordine alfabetico: Liliana Cavani, Giuseppe De Santis, Luigi Maggi, Mario Mattoli, Alberto Sordi, Luigi Borgnetto, Paolo e Vittorio Taviani.

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