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Le vie del Cinema

L'appello del Comune di Narni

postdateiconMartedì 14 Luglio 2009 10:19 | postauthoriconScritto da Administrator | PDF | Stampa | E-mail

Per salvare il cinema ogni Comune adotti un Film

Il XX secolo sta terminando con l’ottimismo un po’ incosciente con il quale era cominciato. Passata nella coscienza della gente la visione4 di una società votata a scomparire per autocancellazione, ci stiamo affacciando con curiosità al terzo millennio. Alcuni problemi insoluti renderanno opaca l’immagine degli esseri umani della nostra epoca a quelli che succederanno nei secoli futuri sul nostro pianeta. Se non si trova soluzione a problemi come la continua crescita demografica dei paesi del terzo mondo e la distruzione dell’ecosistema a causa dell’inquinamento, le future generazioni ci malediranno perché quei problemi assumeranno carattere di non reversibilità. Forse, comunque, con tecnologie che oggi non conosciamo l’ecosistema potrà essere in un lontano futuro bonificato. E, forse, con drastiche misure si riuscirà a ridurre gli abitanti del pianeta. Sicuramente per le opere dell’ingegno degli uomini e delle donne  che, a causa della nostra incuria, spariscono senza lasciare traccia, nulla nel futuro si potrà fare perché possano essere riprodotte. Ciò dovrebbe farci sentire l’urgenza di correre ai ripari finchè siamo in tempo. Ogni ora che passa, migliaia di ore di proiezione di fil marciscono in magazzini non adatti alla conservazione, facendo scomparire opere dell’arte nata e sviluppatasi nel XX secolo, il cinema. Così come le pitture, che vengono dai secoli precedenti, spariscono per incuria, per incidenti o per catastrofi naturali, lasciando al loro posto solo pallide riproduzioni, o la memoria di studiosi, che sarà destinata a sparire insieme ad essi. Le attuali tecnologie permetterebbero di conservare adeguatamente tutto quanto possediamo in forma di immagini e sonoro. Le future generazioni ce ne sarebbero grate. La conservazione e la trascrizione sistematica in un supporto indistruttibile del patrimonio delle cineteche, di quello museale e delle collezioni private dovrebbe essere obbligato per legge. E dovrebbe essere obbligo degli intellettuali  e degli uomini e delle donne di cultura creare un movimento che scuota la coscienza dei politici e dei potenti della terra per un’opera di conservazione totale. Negli ultimi anni si è parlato tanto di conservazione, recupero e restauro, ma mentre se ne parlava, un pauroso elenco di opere d’arte sono sparite senza lasciare nessuna traccia. Sculture in oro egiziane, etrusche e bizantine sono state fuse sul mercato per fare protesi dentarie. Milioni di metri di pellicola sono state mandate al macero per recuperare argento.
La coscienza dovrebbe rimordere a noi tutti, intellettuali, politici e amministratori. Da Narni lanciamo un appello perché ogni Comune adotti un film italiano, provvedendo al suo restauro e alla sua custodia. Se tutti i Comuni aderiranno, ben 8.000 film, quanti sono i Comuni d’Italia, potranno essere salvati. Si può così creare un movimento ampio per il recupero e la conservazione delle immagini.

Narni, Giugno 1996

Ultimo aggiornamento (Martedì 25 Maggio 2010 15:15)

 

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