Cinema e… teatro

La parola ad Amedeo Carlo Capitanelli, formatore e performer della compagnia Occhisulmondo, che ci parlerà del legame tra Cinema e Teatro.

Quali sono i 3 film che, secondo te, rappresentano al meglio il rapporto tra cinema e Teatro?

Le risposte che darò sono puramente soggettive e discutibili, dato che rispecchiano il mio gusto e la mia visione personale di teatro.

8 e ½, Federico Fellini, 1963

Dogville, Lars Von Trier, 2003 

The Tree of Life, Terrence Malick, 2011

Perché questi film sono i più rappresentativi del mondo del teatro? Cosa li rende speciali rispetto ad altri film che rappresentano lo stesso argomento?

In questi film che porto ad esempio non è tanto la tematica in sé, ma il linguaggio simbolico, i non-luoghi rievocati e la potenza del messaggio che trascende il naturalismo, accedendo ad un realismo che pone la coscienza di chi vede di fronte ad un interrogativo e ad un’indagine.

Altro da aggiungere sul/sui film scelti?

Pensando a 8 e ½ di Fellini, vorrei aggiungere che probabilmente questo che per me è il suo capolavoro più grande, è nato da un confronto e da un’analisi della sua Psiche, grazie allo psicoanalista Junghiano Ernst Bernhard.

Cinema e… cibo

Per la rubrica Cinema e… parliamo dell’importanza del CIBO nei film. Risponde alle nostre domande Filippo Costantini, della Sagra del Cinema.

Quali sono 3 film che, secondo te, rappresentano al meglio il rapporto tra cinema e CIBO?

I soliti ignoti, Mario Monicelli, 1958

La ricotta, Pier Paolo Pasolini, 1964

Miseria e nobiltà, Mario Mattoli, 1954

Perché questi film sono i più rappresentativi nel tema CIBO? Cosa li rende speciali rispetto ad altri film sullo stesso tema?

In questi 3 film, ancor più che in altri, il cibo è il motore delle vicende: l’atto del “mangiare” (o del non poterlo fare) guida e influenza le decisioni e le azioni dei protagonisti.

Vediamo diversi tipologie di persone che vivono e convivono con la fame, si ingegnano o lavorano per mangiare (arricchirsi); di fronte al cibo non sanno resistere, non possono che mangiare, non riescono a regolarsi.

Per il cibo vengono messi a repentaglio i progetti iniziali e c’è anche chi ci rimette la vita.

Altro da aggiungere sui film scelti? 

Non saprei cosa aggiungere, né scegliere un momento preferito, consiglio solo di vedere e rivedere tutti e tre, perché rappresentano una parte della storia del cinema e uno spaccato di realtà, sicuramente diversa dalla nostra, ma non così lontana nel tempo.

Cinema a scuola per salutare il Natale.

Il cinema è entrato nella scuola Primo Levi di Ponte San Lorenzo da alcuni anni grazie alla volontà ed alla grande passione per il mondo della celluloide del maestro Maurizio Chiari.

Quest’anno, in occasione delle festività natalizie ed in riferimento al Progetto Cinema, gli alunni delle classi prima, seconda e quarta hanno assistito alla proiezione dei film Polar Express (Prima e Seconda) e La vita è meravigliosa (Quarta). Le proiezioni hanno avuto luogo presso la sala cinema della scuola intitolata a Vittorio De Sica, dove è stato ospite in passato anche Giuliano Montaldo. Al ritorno dalle feste, verranno svolte attività riferite ai film visti.

Un’iniziativa lodevole per avvicinare piccoli cinefili al meraviglioso mondo della settima arte.

Polar Express
La vita è meravigliosa

Cinema e… medioevo

Per la seconda intervista della serie affrontiamo il tema Cinema e MEDIOEVO

Oggi è il turno della nostra amica Patrizia Nannini, responsabile coreografie della Corsa all’Anello di Narni, pronta a rispondere alle nostre domande.

Quali sono i 3 film italiani del passato che, secondo te, affrontano al meglio il rapporto tra cinema e MEDIOEVO?

Il nome della Rosa, Jean-Jacques Annaud, 1986

L’Armata Brancaleone, Mario Monicelli, 1966

Il mestiere delle Armi, Ermanno Olmi, 2001

Perché questi film sono i più rappresentativi nel tema MEDIOEVO? Cosa li rende speciali rispetto ad altri film che rappresentano lo stesso argomento?

Pur essendo molto differenti l’uno dall’altro, questi film rendono al meglio l’ambientazione medievale, di loro apprezzo soprattutto la veridicità storica e l’attinenza alla realtà del periodo.

Inoltre è notevole anche la capacità di interpretazione dell’umanità medievale, che in questi film ricalca perfettamente l’aspetto psicologico del periodo.

Altro da aggiungere sui film scelti? 

La mia scena preferita è la scoperta della biblioteca de Il nome della Rosa, una scena epica, metafora e simbolo del potere esercitato dalla cultura sull’uomo che “ignora”. La adoro perché il concetto è valido in tutte le epoche e tutt’ora attuale.