2 novembre 2020: 45 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini decide di diventare regista nel 1960 e nel 1961 gira il suo primo film “Accattone”, l’esordio più folgorante del cinema italiano assieme a “Ossessione” di Visconti e “I pugni in tasca” di Bellocchio.

Pasolini porta il cinema nelle borgate romane, raccontando la parabola di un “Cristo delle periferie”, un protettore di prostitute con il nome di battaglia di Accattone. Franco Citti è il protagonista, i suoi fratelli Sergio (assistente di Pasolini e “garante” della romanità del linguaggio) e Silvio appaiono in piccoli ruoli, così come le scrittrici Elsa Morante e Adele Cambria. Bernardo Bertolucci era l’aiuto-regista.

Il film, restaurato dalla Cineteca Nazionale con il contributo del Centro Studi Pier Paolo Pasolini e della Città di Casarsa della Delizia, è stato proiettato nell’edizione 2008 di Narni. Le vie del Cinema.

Alberto Crespi in “CSC”

Alberto Crespi il direttore artistico di “Narni. Le Vie del Cinema”, è stato nominato responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione della “Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia”, profilo mai prima d’ora esistito. La nomina è avvenuta a seguito di valutazione tra diverse candidature pervenute sulla base di un bando pubblico di selezione. L’interesse del CSC era quello di assumere un professionista o pubblicista di elevate e riconosciute qualità giornalistiche, con una reale, consolidata e ampiamente documentata esperienza di scrittura in ambito cinematografico e, più in generale, culturale, e con una rete di relazioni personali e professionali tali da permettergli di poter facilmente interloquire con le più prestigiose personalità del cinema italiano e internazionale.Un professionalità capace di gestire, per conto del CSC, la comunicazione e le relazioni col mondo del giornalismo, della cronaca e della critica cinematografica e audiovisiva, anche in riferimento alla genesi e storia dei film restaurati (tanto per fare un esempio) dalla Cineteca Nazionale. Una persona in possesso di un curriculum vitae autorevole e appropriato al prestigio e ai compiti del CSC, che gestisce due importanti realtà quali la Scuola Nazionale di Cinema e la Cineteca Nazionale.

-Sotto Alberto Crespi durante l’edizione 2011 in omaggio a Mario Monicelli e nel 2017 mentre presenta i seminari “Lezioni di storia & Cinema” a Narni in collaborazione con “Editori Laterza”. 
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Il Centro sperimentale di cinematografia (CSC) è la più antica scuola italiana di insegnamento, ricerca e sperimentazione nel campo della cinematografia, che opera attraverso due principali settori: la Scuola nazionale di cinema e la Cineteca Nazionale. La Scuola Nazionale di Cinema, ha l’obiettivo di scoprire e formare nuovi talenti. Da ottant’anni intere generazioni di cineasti e i più illustri rappresentati del nostro cinema sono passati per le sue aule e i suoi teatri di posa. La Scuola Nazionale di Cinema è dedicata all’insegnamento delle professioni del cinema: Costume, Fotografia, Montaggio, Produzione, Recitazione, Regia, Sceneggiatura, Scenografia, Suono. Nelle sedi regionali è possibile seguire in Abruzzo il corso di Reportage audiovisivo, in Piemonte il corso di Animazione, in Lombardia il corso di Cinema d’impresa e Pubblicità e in Sicilia il corso di Documentario. La Cineteca Nazionale è uno dei più importanti archivi cinematografici europei, ricco di oltre 120.000 pellicole, compreso il patrimonio dell’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa di Ivrea. Alla conservazione di questo prezioso patrimonio, la Cineteca Nazionale affianca un’intensa attività di diffusione culturale, con una propria programmazione presso il Cinema Trevi di Roma e mettendo a disposizione di manifestazioni nazionali ed internazionali prive di finalità commerciali parte del patrimonio conservato. La Cineteca Nazionale è impegnata nel restauro del cinema italiano: ogni anno vengono restaurati e riproposti sia grandi capolavori sia opere “minori”, nel rispetto della complessa articolazione della nostra cinematografia.

– La prestigiosa sede romana del “CSC, a due passi da Cinecittà, in via Tuscolana, progettata dal grande architetto e scenografo Antonio Valente. (1984-1975).
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7 luglio: Il Gattopardo

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 VENERDI 7
 LUGLIO 2017
16.00 CINEMA & STORIA A OVEST NIENTE DI NUOVO
LA GUERRA SUL FRONTE FRANCO-GERMANICO
21.00 MARY POPPINS WALT DISNEY  
21.30 IL GATTOPARDO LUCHINO VISCONTI
PRESENTANO M. GABRIELLA GIANNICE E ALBERTO ANILE

Venerdì 7 luglio la grande guerra al confine tra Francia e Germania nell’incontro dal titolo “Ad ovest niente di nuovo. La guerra sul fronte franco-germanico”. La sera sarà la volta del classico di Luchino Visconti Il Gattopardo, del 1963, il capolavoro ispirato al romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. A presentare il film  Interverranno Maria Gabriella Giannice e Alberto Anile, storici del cinema, autori del libro “Operazione Gattopardo” edito nel 2013 da Le Mani e poi da Feltrinelli.
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NOTE SUL RESTAURO Il Gattopardo (1963)
(Italia-Francia, 1963) durata della copia restaurata: 186 eseguito a risoluzione 4k, a partire dal negativo ori ginale del1963. Le lavorazioni sono state effettuate presso il Laboratorio L’lmmagine Ritrovata di Bologna grazie alla collaborazione tra la Cineteca Nazionale, la Fondazione Cineteca di Bologna, The Film FoundationPathé, Fondation Jeròme SeydouxPathé, Twentieth Century Fox. Il restauro è stato promosso da Gucci e The Film Foundation, Digital Picture Restoration e Colorworks ed è stato presentato nel 2010 alla 24a edizione del Festival del Cinema Ritrovato di Bologna.
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4 luglio: Quien sabe?

>>>> MARTEDI 4 LUGLIO 2017
16.00 TUTTE LE CAPORETTO D’ITALIA
21.00 LE AVVENTURE di ICHABOD E MR. TOAD WALT DISNEY  

21.30 QUIEN SABE?
PRESENTANO CHRISTIAN UVA E AMEDEO FENIELLO

Il pomeriggio di martedì 4 luglio sarà la volta dell’incontro “Tutte le Caporetto d’Italia”, con Nicola Labanca, docente di Storia contemporanea all’Università di Siena: momento di riflessione sulla sconfitta in guerra. Quien sabe? È il titolo del film diretto nel 1966 da Damiano Damiani che verrà proiettato la sera: uno dei western più politici degli anni ’60 e tra i titoli più importanti di un genere che in quel decennio ha interpretato gli umori terzomondisti e rivoluzionari della società italiana. Ne parleranno due storici, Christian Uva (docente di cinema all’Università di Roma3 e autore di numerosi saggi sul western italiano e sui suoi risvolti politici) e Amedeo Feniello (storico del medioevo e grande appassionato di cinema, del western in particolare). Restauro a cura della Cineteca Nazionale. – Nelle immagini un Poster in lingua spagnola del film “Quien sabe?”.

NOTE SUL RESTAURO Quien sabe? (1966)

Quién Sa be? di Damiano Damiani (1966) durata della copia restaurata (DCP): 122′ La Cineteca Nazionale, in collaborazione con l’avente diritto, Surf Fi lm, ha curato e finanziato il restauro digitale del film, finalmente nella versione integrale. Il negativo originale a due perforazioni (Techniscope) è stato trascritto in digitale a 2k e confrontato con i tagli di censura e con una copia positiva d’epoca della versione integrale, approvata da Damiano Damiani, materiali conservati nell’Archivio della Cineteca Nazionale. Le lavorazioni sono state effettuate presso il laboratorio Stud io Ci ne di Roma con la supervisione della Cineteca Nazionale. Il restauro è stato presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2013.
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– Sopra Damiano Damiani, Gian Maria Volontè e Klaus Kinski, sotto Amedeo Feniello e Chistian Uva docenti universitari e grandi appassionati di western.

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