SERGIO BRUNO RACCONTA IL RESTAURO CINEMATOGRAFICO

Il restauro digitale garantisce un risultato decisamente superiore a ciò che era possibile fino a qualche anno fa ma pone l’accento su una questione controversa: chi restaura deve trovare il giusto compromesso tra i miglioramenti necessari per la fruizione e la conservazione del film, prestando però particolare attenzione a non stravolgere le intenzioni dell’autore.

In questa intervista Sergio Bruno racconta del lavoro di restauro eseguito dalla Cineteca Nazionale per il film del 1977 “Padre padrone” di Paolo e Vittorio Taviani, spiega i difetti e i limiti principali della pellicola originale e i miglioramenti ricercati e poi ottenuti, sotto lo sguardo vigile di Paolo Taviani.

Sergio Bruno è responsabile dell‘Area Preservazione e restauro del Centro Sperimentale di Cinematografia, partner storico della rassegna Narni. Le vie del Cinema e sede del più importante archivio cinematografico in Italia.

L’intervista è stata realizzata il 4 agosto 2021 al Parco pubblico Bruno Donatelli di Narni Scalo, durante la 27ma edizione di Narni. Le Vie del Cinema.

Direttori della fotografia italiani: Gianni Di Venanzo.

Nonostante la prematura morte, Gianni Di Venanzo è considerato uno tra i più innovativi direttori della fotografia italiani del dopoguerra.

Nasce a Teramo il 18 Dicembre del 1920 ed esordisce nel 1951 come direttore della fotografia in “Achtung banditi” di Carlo Lizzani con Andrea Checchi e Gina Lollobrigida. Di Venanzo si fa notare per il suo gusto estetico e la sua abilità tecnica, ben visibile nella riuscita rappresentazione delle ambientazioni. 

LA fotografia CON ANTONIONI.

Fondamentale a questo punto la conoscenza con Michelangelo Antonioni, che lo nota e lo sceglie come collaboratore fidato. Lavorano ai film: le “Amiche” (1955), “Il grido” (1957), “L’eclisse” (1962), fino a La notte” (1965), in cui Di Venanzo riesce ad esprimere le intenzioni del regista e a tradurre in luci ed ombre il particolarissimo immaginario poetico del grande maestro

Con Antonioni, Di Venanzo costruisce una fotografia ricca di atmosfera, costellata di simbologie e sentimenti: nulla è illuminato a caso o per il puro piacere estetico, ogni inquadratura è al servizio della narrazione e dei risvolti psicologici dei personaggi. L’illuminazione procede di pari passo al racconto del regista e lo arricchisce di significato. 

di venanzo e le COLLABORAZIONI CON ALTRI REGISTI.

Numerose sono le sue collaborazioni con celebri registi, tra i quali ricordiamo Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, Dino Risi, Alberto Lattuada, Federico Fellini, Luigi Comencini e Mario Monicelli. Con Fellini, soprattutto in Otto e ½” (1963) e Giulietta degli spiriti (1965), Di Venanzo riuscì a rendere visivamente il clima surreale e onirico che anima l’immaginario creativo dell’opera felliniana

Con lui direttore della fotografia, per “Le vie del cinema” sono stati proiettati, nella versione restaurata, i film:

  • Le ragazze di San Frediano” (1996) di Valerio Zurlini
  • I soliti ignoti” (1999) di Mario Monicelli
  • “I magliari” (2008) di Francesco Rosi
  • “Achtung banditi” (2008) di Carlo Lizzani
  • Nel blu dipinto di blu” (2013) di Piero Tellini
  • “Le mani sulla città” (2014) di Francesco Rosi
  • “Cronache di poveri amanti” (2017) di Carlo Lizzani.

IL CINEMA DI DANIELE CIPRÌ

Daniele Ciprì racconta il suo amore per il cinema del passato: un cinema artigianale, in cui il regista esprimeva il suo punto di vista attraverso le immagini. Oggi si tratta perlopiù di una narrazione oggettiva, una mera esposizione dei fatti.

La chiacchierata con Ciprì è un tuffo nel cinema di tutti i tempi: si passa dalla sua passione per i film da giovane, all’impegno nel restauro cinematografico, attraverso le ispirazioni, le preferenze e i gusti di un uomo che il cinema lo ama, lo crea e gli dà nuova vita.

Daniele Ciprì è un regista, sceneggiatore e direttore della fotografia italiano, conosciuto soprattutto per la sua collaborazione in coppia con Franco Maresco. Come Direttore della fotografia ha lavorato con Marco Bellocchio, Renato De Maria e Roberta Torre e ha vinto al Chicago International Film Festival per il film “Vincere”. È docente di regia presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma.

L’intervista è stata realizzata il 3 agosto 2021 durante la 27ma edizione di Narni. Le Vie del Cinema.

6 AGOSTO 2021: CARO DIARIO di Nanni Moretti – 1993

Introdurranno la proiezione:

  • Renato Carpentieri, attore che interpreta il ruolo di Gerardo nell’episodio Le isole
  • Giulio Base, attore che nel film interpreta un ruolo piccolo ma indimenticabile.

Soggetto di Nanni Moretti; sceneggiatura di Nanni Moretti; fotografia di Giuseppe Lanci; montaggio di Mirco Garrone; musiche di Nicola Piovani; scenografia di Marta Maffucci

Con Nanni Moretti, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller, Claudia Della Seta, Lorenzo Alessandri, Raffaella Lebboroni, Marco Paolini, Moni Ovadia, Riccardo Zinna.

Trama: suddivisa in tre storie. 1) “In Vespa”: traversata di Roma, semideserta in agosto, che termina a Ostia là dove fu ucciso Pasolini; 2) “Isole”: gita alle Eolie; 3) “Medici”: rapporto su un’odissea sanitaria che N. Moretti ha vissuto a causa di un morbo di Hodgkin (sistema linfatico) che una catena di medici aveva diagnosticato in altro modo.

1994 – Premio per la migliore regia al Festival di Cannes
1994 – Nastro d’argento al regista
1994 – David di Donatello al regista e a Nicola Piovani per la migliore colonna sonora 1994 – Globo d’oro

Restauro digitale realizzato dalla Cineteca di Bologna

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