Lo spettacolo del cinema a Torino

cropped-cropped-Claudio-Risi.jpgOspitato alla Mole Antonelliana, il Museo Nazionale del Cinema è tra più importanti musei al mondo per la ricchezza del patrimonio e la molteplicità delle sue attività scientifiche e divulgative. Attraverso una presentazione spettacolare delle sue straordinarie collezioni, ripercorre la storia del cinema dalle origini ai giorni nostri, in un suggestivo itinerario interattivo.
Schermata 2020Tra le attività del Museo, anche quella di curare il restauro di film. Tra questi, proiettato nell’edizione 2019 di Le Vie del cinema, il film Maciste alpino (1916), un gioiello del muto italiano, straordinario “film nel film” dove la propaganda sulla Prima guerra mondiale riesce a diventare commedia. Per l’occasione, la colonna sonora è stata eseguita dal vivo dalla Filarmonica Città di Narni, con musiche originali del Maestro Angelo Bruzzese.

Il restauro del film è stato curato insieme alla Biennale di Venezia, ed è stato realizzato presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna. www.museocinema.it

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27 luglio Maciste Alpino

22 LUGLIO 2019 MACISTE ALPINO 1916 / LUIGI MAGGI E LUIGI R. BORGNETTO
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Introdurrà la proiezione lo scrittore e sceneggiatore Salvatore De Mola. La colonna sonora sarà eseguita dal vivo dalla Filarmonica Città di Narni con Musiche originali del Maestro Angelo Bruzzese.

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23 maggio 1915: una troupe dell’Itala Film che sta girando in un paesino austriaco di confine è arrestata. Maciste organizza una fuga verso il castello di Pratolungo, abitato da Giorgio Lanfranchi, patriota italiano. Maciste, pugno pesante e cuor d’oro, si unisce a lui e ai suoi amici, passa il confine, si arruola in un battaglione di alpini e ricomincia a fare il castigamatti dei “mangiasego” austriaci.

Restauro digitale realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Curiosità dal Set
Maciste Alpino è stato selezionato per il  Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato. Il personaggio forzuto nacque grazie a Giovanni Pastrone regista di Cabiria. Il film diede un enorme successo in Italia e all’estero a Bartolomeo Pagano ex scaricatore di porto, ligure. Fu uno degli attori cinematografici italiani più pagati degli anni venti. Per motivi di salute abbandonò presto l’attività di attore. Il nome Maciste si deve a Gabriele D’Annunzio che creò così un neologismo d’uso ancor oggi.