SERGIO BRUNO RACCONTA IL RESTAURO CINEMATOGRAFICO

Il restauro digitale garantisce un risultato decisamente superiore a ciò che era possibile fino a qualche anno fa ma pone l’accento su una questione controversa: chi restaura deve trovare il giusto compromesso tra i miglioramenti necessari per la fruizione e la conservazione del film, prestando però particolare attenzione a non stravolgere le intenzioni dell’autore.

In questa intervista Sergio Bruno racconta del lavoro di restauro eseguito dalla Cineteca Nazionale per il film del 1977 “Padre padrone” di Paolo e Vittorio Taviani, spiega i difetti e i limiti principali della pellicola originale e i miglioramenti ricercati e poi ottenuti, sotto lo sguardo vigile di Paolo Taviani.

Sergio Bruno è responsabile dell‘Area Preservazione e restauro del Centro Sperimentale di Cinematografia, partner storico della rassegna Narni. Le vie del Cinema e sede del più importante archivio cinematografico in Italia.

L’intervista è stata realizzata il 4 agosto 2021 al Parco pubblico Bruno Donatelli di Narni Scalo, durante la 27ma edizione di Narni. Le Vie del Cinema.

IL CINEMA DI DANIELE CIPRÌ

Daniele Ciprì racconta il suo amore per il cinema del passato: un cinema artigianale, in cui il regista esprimeva il suo punto di vista attraverso le immagini. Oggi si tratta perlopiù di una narrazione oggettiva, una mera esposizione dei fatti.

La chiacchierata con Ciprì è un tuffo nel cinema di tutti i tempi: si passa dalla sua passione per i film da giovane, all’impegno nel restauro cinematografico, attraverso le ispirazioni, le preferenze e i gusti di un uomo che il cinema lo ama, lo crea e gli dà nuova vita.

Daniele Ciprì è un regista, sceneggiatore e direttore della fotografia italiano, conosciuto soprattutto per la sua collaborazione in coppia con Franco Maresco. Come Direttore della fotografia ha lavorato con Marco Bellocchio, Renato De Maria e Roberta Torre e ha vinto al Chicago International Film Festival per il film “Vincere”. È docente di regia presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma.

L’intervista è stata realizzata il 3 agosto 2021 durante la 27ma edizione di Narni. Le Vie del Cinema.

Narni: la prima città a collaborare al restauro di film

1997: Narni è la prima Amministrazione locale a raccogliere l’appello dell’allora ministro Veltroni: “Per salvare il cinema, ogni Comune adotti un film” cofinanziando il restauro dei film Ladri di biciclette di Vittorio De Sica e La presa del potere da parte di Luigi XIV di Roberto Rossellini.
All’iniziativa ha partecipato economicamente la fabbrica SGL Carbon di Narni Scalo, per celebrare i cento anni della propria attività.

Il 17 maggio di quell’anno vennero proiettati a Narni i due film nella nuova versione, realizzata in collaborazione con l’Associazione Amici di Vittorio De Sica e l’Istituzione Roberto Rossellini.
In quell’occasione Manuel De Sica ha raccontato le condizioni disagiate in cui il padre ha dovuto realizzare il film, che non hanno però impedito che diventasse un capolavoro, mentre Renzo Rossellini ha ironizzato sul fatto che i primi film del padre non furono capiti.

Omaggio a PPP

(5 marzo 1922 – 2 novembre 1975). A Pier Paolo Pasolini Narni ha dedicato una piazza e nell’ambito di Le vie del cinema ha presentato nel 2006 la versione restaurata del film Mamma Roma (1962) e nel 2008 la versione restaurata di Accattone (1961), uno degli esordi più folgoranti del cinema italiano.
Dalle parole di PPP. Perché amo il cinema:
“Ho dato varie spiegazioni del perché amo il cinema e sono passato al cinema. Ho voluto adoperare una tecnica diversa spinto dalla mia ossessione espressiva. Ho voluto cambiare lingua abbandonando la lingua italiana, l’italiano; una forma di protesta contro le lingue e contro la società. Ma la vera spiegazione è che io, facendo il cinema, riproduco la realtà, quindi sono immensamente vicino a questo primo linguaggio umano che è l’azione dell’uomo che si rappresenta nella vita e nella realtà. “ – Pier Paolo Pasolini.

– Pier Paolo Pasolini, fotografato da Paolo di Paolo a Roma, in riflessione sulla tomba di Gramsci nel cimitero Acattolico e a Monte dei Cocci nel quartiere Testaccio.