2019 XXV Edizione del film restaurato

Dal 1995 Le vie del cinema sono un viaggio nella storia dell’Italia attraverso i capolavori del cinema. Anche la XXV edizione, che si svolgerà dal 22 al 27 luglio 2019, terrà viva la memoria dell’arte cinematografica proponendo sei film restaurati che ripercorrono la storia d’Italia e d’Europa. É un percorso parallelo al progetto European History Moving che cerca di rafforzare il sentimento di appartenenza all’Europa attraverso l’arte e la cultura. Attraverso le loro opere restaurate, i registi che  daranno vita alla manifestazione di quest’anno saranno, in ordine alfabetico: Liliana Cavani, Giuseppe De Santis, Luigi Maggi, Mario Mattoli, Alberto Sordi, Luigi Borgnetto, Paolo e Vittorio Taviani. Di seguito è presentato il programma con i film e gli ospiti che interverranno sera per sera. Intanto ingrandite le immagini o collegatevi a questo link per conoscere i film restaurati selezionati.
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22 LUGLIO 2019 POLVERE DI STELLE 1973 / ALBERTO SORDI
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Introdurranno il film lo scrittore Paolo Di Paolo e Claudio De Pasqualis, l’interprete del personaggio di Efisio Mulas nella trasmissione di Radio 3 “Hollywood Party”.
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Dea (Monica Vitti) e Mimmo (Alberto Sordi), attori e capocomici di una mediocre compagnia d’avanspettacolo, ormai ridotti alla fame, accettano (siamo nel 1943) una tournée in Abruzzo, dove nessuno vuole andare per via della guerra. In seguito, dopo molte disavventure, per puro caso si trovano a Bari, dove, essendo gli “unici” sulla piazza, allestiscono uno spettacolo per le truppe americane che ottiene uno straordinario successo. La gioia dei due si scontra ben presto con la dura realtà.

David di Donatello 1974 a Monica Vitti come migliore attrice protagonista

Il film è stato restaurato a cura della Cineteca Nazionale, e viene proposto nella versione integrale, ricostruita grazie ai materiali conservati nel Fondo Alberto Sordi. Propone per la prima volta il film nell’inedita versione integrale di 152 minuti.

Curiosità dal set: 
Nel film compaiono camei di due noti attori della rivista italiana del periodo: Carlo Dapporto e Wanda Osiris, che interpretano loro stessi.
In un piccolo ruolo, non accreditato (balla il tip-tap in Galleria, e prega Mimmo di prenderlo nella compagnia), si riconosce un giovane Alvaro Vitali.
Il marinaio americano che si innamora di Dea è interpretato da John Phillip Law, reduce dalla popolarità che aveva avuto in Barbarella e Diabolik.


23 LUGLIO 2019
 
SAN MICHELE AVEVA UN GALLO
 1972 / FRATELLI TAVIANI
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Ad introdurlo saranno il regista Paolo Taviani e lo scrittore Andrea Carraro
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L’anarchico Giulio Manieri, a causa di un’impresa mal riuscita, viene condannato a morte, pena poi commutata in ergastolo. Nella sua cella riempie il tempo parlando da solo, immaginando dibattiti politici, assistendo alla vittoria della rivoluzione. Dopo dieci anni, durante un trasferimento in Laguna, incontra fugacemente altri sovversivi condannati e riesce a parlare con loro. Rendendosi conto che il suo idealismo è ormai fuori dal tempo, preferisce annegarsi. Il film è stato presentato al Forum del Festival di Berlino, alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes e alle Giornate di Cinema della Mostra del cinema di VeneziaRestauro digitale realizzato dalla CIneteca Nazionale.

Curiosità dal set: Il film ha avuto una vicenda produttiva e distributiva tormentata. Prodotto nel 1972 con un budget molto ridotto, è uscito nelle sale cinematografiche italiane solo quattro anni dopo. È il terzo dei quattro film dei Taviani interpretati da Giulio Brogi, dopo I sovversivi (1967) e Sotto il segno dello scorpione (1969) e prima di Il prato (1979).

24 LUGLIO 2019 PORTIERE DI NOTTE 1972 / LILIANA CAVANIthe-night-porter-il-portiere-di-notte-vintage-movie-poster-original-italian-4-foglio-55x78-6510

Presenterà la scrittrice Valeria Viganò

Lucia Altherton, sposata ad un musicista americano ed ex deportata ebrea, giunge nel 1957 in un albergo viennese, dove svolge mansioni di portiere di notte Max Altdorfer, suo aguzzino nei campi di sterminio. L’incontro scatena nella prima tragici ricordi, nel secondo ossessioni mai sopite. Sapendo che la donna è una teste per lui pericolosa, Max si licenzia e si barrica con lei nel suo appartamento.
Il restauro è stato realizzato in collaborazione dal Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale e dall’Istituto Luce-Cinecittà.

Curiosità dal set:
I lavori della regista Liliana Cavani hanno provocato forti reazioni sia favorevoli che negative nel pubblico e nella critica. Per Il portiere di notte venne sia celebrata per il suo coraggio nel trattare il tema della trasgressione sessuale, e simultaneamente, criticata per la trama sorprendentemente controversa nella quale presentava questa trasgressione dentro lo scandaloso contesto della narrativa dell’Olocausto ad opera dei nazisti. A qualunque livello Liliana Cavani fece una regia coraggiosissima e coerente. 

 

25 LUGLIO 2019 MISERIA E NOBILTÀ 1952 / MARIO MATTOLI
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Introdurrà il critico di cinema Enrico Magrelli e il responsabile restauri del CSC – Cineteca Nazionale Sergio Bruno. 

Due giovani, di diversa estrazione sociale, per potersi sposare escogitano un trucco: lui si presenta al pranzo di fidanzamento con falsi parenti raccattati tra i poveracci del quartiere. Nonostante il fallimento dell’espediente, i due innamorati raggiungono lo scopo che si erano prefissati… Il film è tratto dall’omonima commedia di Edoardo Scarpetta. 

Miseria e nobiltà è stato restaurato da CSC-Cineteca Nazionale in collaborazione con Movietime srl e con la Fondazione Film Commission Campania, a partire dai negativi nitrato scena e colonna. Il film è stato scansionato in 4K e poi restaurato digitalmente.

Curiosità dal set:
Con Miseria e Nobiltà Totò volle assieme al regista Mattoli celebrare la grandezza del comico e commediografo Scarpetta riproponendo sul grande schermo le sue commedie più riuscite. Questi film, come Miseria e Nobiltà sono tutti a colori: Un turco napoletano del 1953 (dalla farsa Nu turco napulitano), Miseria e nobiltà e Il medico dei pazzi del 1954 (dalla commedia O miedeco d’e pazze).

26 LUGLIO ITALIANI BRAVA GENTE 1964 / GIUSEPPE DE SANTIS
poster-italianiPresentano il film il critico e storico  cinematografico Roberto Silvestri
In Ucraina, nel 1941, italiani e tedeschi sono alleati contro i russi. Due italiani salvano Katia, una partigiana.
Poco tempo dopo se la trovano davanti al plotone che deve fucilare dei partigiani. Una volta ancora riescono a farla fuggire. L’estate sta per finire e tra gli italiani arrivano tre partigiani russi che chiedono un medico per un loro compagno ferito. Il medico parte lasciando un ostaggio presso i suoi. Un contrattempo sulla via del ritorno fa sì che i due che l’accompagnavano vengano uccisi e la stessa sorte tocchi all’ostaggio. Arriva l’inverno, e mentre gli italiani marciano sul Don, i tedeschi sono accerchiati a Stalingrado. La lotta riprende e i russi respingono gli attacchi ormai deboli delle nostre truppe in rotta.

Il restauro è stato realizzato dalla Cineteca Nazionale presso il laboratorio di restauro Studio Emme ed è stato finanziato – attraverso il meccanismo dell’ArtBonus – dalla società Genoma di Paolo Rossi Pisu, figlio di Raffaele Pisu.

22 LUGLIO 2019 MACISTE ALPINO 1916 / LUIGI MAGGI LUIGI R. BORGNETTO
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Introdurrà la proiezione lo scrittore e sceneggiatore Salvatore De Mola. La colonna sonora sarà eseguita dal vivo dalla Filarmonica Città di Narni con Musiche originali del Maestro Angelo Bruzzese.

23 maggio 1915: una troupe dell’Itala Film che sta girando in un paesino austriaco di confine è arrestata. Maciste organizza una fuga verso il castello di Pratolungo, abitato da Giorgio Lanfranchi, patriota italiano. Maciste, pugno pesante e cuor d’oro, si unisce a lui e ai suoi amici, passa il confine, si arruola in un battaglione di alpini e ricomincia a fare il castigamatti dei “mangiasego” austriaci.

Restauro digitale realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Curiosità dal Set
Maciste Alpino è stato selezionato per il  Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato. Il personaggio forzuto nacque grazie a Giovanni Pastrone regista di Cabiria. Il film diede un enorme successo in Italia e all’estero a Bartolomeo Pagano ex scaricatore di porto, ligure. Fu uno degli attori cinematografici italiani più pagati degli anni venti. Per motivi di salute abbandonò presto l’attività di attore. Il nome Maciste si deve a Gabriele D’Annunzio che creò così un neologismo d’uso ancor oggi.