Tutti i numeri della XXIV edizione

Numeri rilevanti per una rassegna che si dedica da 24 anni alla proiezione di pellicole italiane restaurate

4.000 presenze complessive alle proiezioni dei grandi classici restaurati, 250 le bambine e i bambini che ogni sera hanno assistito alle proiezioni dei film di Walt Disney, 10 i film i proiettati (due ogni sera), 6 ospiti eccezionali tra registi ed esperti di cinema che insieme al direttore artistico Alberto Crespi hanno introdotto le proiezioni, tantissimi i media che hanno parlato della rassegna: questi in sintesi i numeri dell’edizione 2018 di Narni, le vie del cinema.

 Dalla prima edizione, l’obiettivo è stato quello di sensibilizzare il pubblico sull’importanza del restauro cinematografico, e di mantenere in vita il grande patrimonio del cinema italiano. In tutti questi anni la direzione artistica e la struttura organizzativa hanno mantenuto fede a questi impegni, proponendo la visione di 153 opere dell’arte cinematografica.

Anche per la XXIV edizione la collaborazione di volontarie e volontari ha consentito di ideare, organizzare e coordinare gli allestimenti, realizzare eventi collaterali, gestire l’informazione, mentre diverse realtà locali hanno contribuito direttamente con risorse economiche, oppure offrendo beni e servizi.

L’impegno continua. Si è già al lavoro per il prossimo anno perchè prendersi cura del destino del cinema, oltre ad essere un valore, è un impegno che va continuamente sostenuto con idee e risorse. Nel 2019 cadrà il 25° anniversario della manifestazione: una tappa importante che si cercherà di onorare con nuove idee e rinnovata passione.

Amici miei / 29 luglio

AMICI MIEI / DI MARIO MONICELLI
Domenica 29 luglio ore 21.00
Presentano la famiglia di Gastone Moschin 

e Giuliano Montaldo

Narni. Le vie del cinema omaggia Gastone Moschin con un film cult e un capolavoro della commedia italiana: Amici miei di Mario Monicelli, 1975. Il progetto del film apparteneva a Pietro Germi, che non ebbe però la possibilità di realizzarlo a causa del sopraggiungere di gravi problemi di salute. Nei titoli di testa del film si è voluto rendere omaggio all’autore con la scritta «un film di Pietro Germi», cui segue “regia di Mario Monicelli”.

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Quattro amici – poi cinque – vitelloni cinquantenni coltivano il gusto tutto toscano della burla e delle goliardate, estrose e a tratti crudeli. Li tiene insieme la voglia matta di rimanere sempre giovani, di giocare e di non prendere nulla sul serio, nemmeno se stessi. Vincitore di numerosi riconoscimenti fra cui 2 David di Donatello e 3 Nastri d’argento il film verrà presentato da Giuliano Montaldo e dalla famiglia Moschin per ricordare il brillantissimo Gastone Moschin, fra gli attori protagonisti del film.
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Non c’è pace tra gli ulivi / 28 luglio

NON C’É PACE TRA GLI ULIVI / GIUSEPPE DE SANTIS
sabato 28 luglio ore 21.00
Presentano i registi Costanza Quatriglio e Daniele Vicari

Restaurato dalla Cineteca Nazionale il film del 1950 con Raf Vallone e Lucia Bosè è un affresco neorealista in cui la lotta del singolo si scontra con una società individualista e ingiusta. Un soldato, di ritorno dal fronte, scopre che un altro pastore si è impossessato del suo gregge arricchendosi grazie all’usura. Forte del detto “chi ruba quello che è suo non è un ladro” cercherà di riappropriarsi delle sue pecore. Arrestato e condannato evaderà per farsi giustizia. Il film è certamente uno dei capolavori del neorealismo.

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Il regista Giuseppe De Santis è stato ospite a Narni per la cerimonia di intitolazione di vie e piazze di Narni Scalo ai protagonisti e alle protagoniste del cinema italiano. Di De Santis abbiamo già proiettato “Caccia tragica” nel 1995 e nel 2000 “Riso Amaro” nella versione restaurata. – Sotto Giuseppe De Santis nel 1995 con l’allora sindaco di Narni Luigi Annesi.
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Fra gli interpreti Raf Vallone, giornalista dell’Unità e calciatore professionista del Torino del dopoguerra. Folco Lulli, partigiano della prima ora, scoperto da Alberto Lattuada. Lucia Bosè, da anni residente in Spagna che fu scoperta da Luchino Visconti, mentre lavorava in una pasticceria a Milano.

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Novecento Atto 2° / 27 luglio

NOVECENTO  / BERNARDO BERTOLUCCI
Venerdì 27 luglio ore 21.00

Sullo sfondo dei conflitti sociali e politici tra fascismo e comunismo degli anni ‘30, le strade degli amici Olmo e Alfredo, l’uno contadino l’altro possidente si separano.Mentre Olmo continua la lotta, Alfredo si chiude in se stesso. Solo nel 1945 con il processo ai padroni i due si ricongiungeranno. Fuori concorso al 29º Festival di Cannes,1976. Il dipinto che fa da fondo ai titoli di testa del film è Il quarto stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

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Il regista Gianni Amelio girò il documentarioBertolucci secondo il cinema”. Durante le riprese, iniziate il 2 luglio 1974, la troupe del film di Bertolucci sfidò più volte a calcio la troupe del film Salò o le 120 giornate di Sodoma, che Pier Paolo Pasolini stava girando nelle vicinanze. Il film si girò quasi tutto in Emilia, Fra Parma, Cremona Reggio Emilia e Modena. Il restauro di Novecento è stato realizzato con la supervisione del regista Bernardo Bertolucci e del direttore della fotografia Vittorio Storaro.

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