Ci vediamo il prossimo anno!

Narni, le vie del cinema ha assunto quest’anno un valore particolare: è stata la testimonianza di una città che è voluta tornare in scena dopo un periodo di chiusura. 

Si è riconfermata come una manifestazione seguita e amata dal pubblico, che ha dimostrato un grande affetto per l’evento, oltre che un particolare apprezzamento per lo sguardo sulla storia che i film hanno offerto durante le cinque serate.

Questa 26ma edizione ha tenuto ancora viva la celebre espressione di Fellini, che intendeva il cinema come “modo di raccontare una storia” e lo ha fatto proponendo i classici del cinema italiano in copie restaurate di altissima qualità. 

Preziosa è stata la collaborazione di volontarie e volontari che ha consentito di realizzare eventi collaterali, coordinare e gestire l’informazione sui diversi canali, realizzare le attività di documentazione, gestire in modo originale lo spazio dedicato alla proiezione dei cartoni animati restaurati. 

Alcune realtà locali hanno contribuito direttamente con risorse economiche e alcuni esercizi commerciali hanno garantito la gestione di un punto ristoro.

Il lavoro continua, per mantenere fede all’impegno di tenere viva la memoria di un’arte, quella cinematografica, che ha fatto dell’Italia un modello per tutte le cinematografie del mondo. 

Al prossimo anno!

8 Agosto 2020 – E la nave va 1983 / Federico Fellini

Introdurrà lo scenografo e costumista Maurizio Millenotti.

Film del 1983 diretto da Federico Fellini, ambientato su un battello a vapore nel 1914. La nave Gloria N. salpa alla volta del Mar Egeo, con a bordo varie celebrità, un rinoceronte e le ceneri della cantante Edmea Tetua, che verranno sparse lì secondo le ultime volontà della soprano.

Le vicende sono narrate attraverso il protagonista, Orlando, un giornalista imbarcatosi per documentare l’evento; ben presto però la crociera viene interrotta dallo scoppio della prima guerra mondiale, e la nave viene affondata da una corazzata austriaca. C’è però chi è riuscito a salvarsi: il film infatti si conclude con il protagonista su una scialuppa, con la bizzarra compagnia del rinoceronte.

Curiosità dal set:
Il rinoceronte è stato realizzato da Valeriano Trubbiani, che ne ha poi ripreso il soggetto nel gruppo statuario Mater Amabilis, ora in piazza Pertini a Ancona. Ha vinto quattro David di Donatello, cinque Nastri d’argento, un Globo d’oro e un Saint Jordi. Il restauro è stato realizzato dalla Cineteca Nazionale.

7 Agosto 2020 – Tiro al piccione 1961 / Giuliano Montaldo

Introdurranno il giornalista di Rainews 24 e attuale conduttore della trasmissione di Rai 3 Agorà Estate Roberto Vicaretti e il regista Giuliano Montaldo in collegamento Skype.

1943, il giovane Marco Laudato, spinto dal patriottismo decide di arruolarsi nelle forze armate della Repubblica di Salò. Dopo esser stato ferito, incontra in ospedale l’infermiera Anna; una parentesi breve, interrotta bruscamente dalla fuga di lei in Svizzera. Gli orrori della guerra e la brutalità dei suoi superiori e commilitoni lo sconvolgono, finché, dopo uno scontro con i partigiani, il giovane non si ritrova in mezzo ai cadaveri dei suoi compagni: ormai non ha più voglia di combattere.

Girato nel 1961, fu il primo film di Giuliano Montaldo, e il primo sulla Repubblica di Salò dalla fine della guerra. La pellicola è basata sull’omonimo romanzo di Giose Rimanelli, scritto nel 1945 e pubblicato nel 1953.
Il restauro del film è stato realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia, con proiezione il 5 settembre 2019 alla 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione Venezia Classici.

Curiosità dal set:
Il film fu accolto molto aspramente dalla critica dell’epoca, tanto che Montaldo pensò di cambiare mestiere. Nelle parole dell’autore: “Io ne uscii devastato, mi sembrava di aver sbagliato tutto, toccando un tasto molto delicato. Se ho continuato a fare cinema, lo devo a mia moglie”

6 Agosto 2020 – Sette uomini d’oro 1965 / Marco Vicario

Introdurrà l’attore e regista del film “Gli uomini d’oro” Vincenzo Alfieri.

Film del 1965 diretto da Marco Vicario che segue le vicende di una banda di ladri esperti, pronti a fare il colpo del secolo: svaligiare una banca di Ginevra e impossessarsi di sette tonnellate d’oro. Il furto sembra dapprima riuscito, ma dopo un susseguirsi di trappole e inganni, i rapinatori mandano il colpo in fumo.


Curiosità dal set:
Vicario impiegò un copione falso per poter girare la scena del furto davanti alla banca Credit Suisse di Ginevra.
Secondo Giorgio Giuliani e Carlo Mirra, autori del libro Lupin III. Storia e mito del ladro gentiluomo, le avventure di Lupin III sarebbero ispirate al film di Vicario. Ha vinto due Nastri d’argento nel 1966. Restauro a cura della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale.